Cara redazione de “La Stampa.it”,
mi presento: mi chiamo Gianguido, ho diciassette anni, sono Campano ed ho una vita normale.
Certo qualche piccola difficoltà scolastica ma del resto, chi non ne ha avute?
Ho dei rapporti con la società che non esulano dal normale, ho una grande cerchia di amici che mi rispettano e mi aiutano quando ne ho bisogno, ho ottimi rapporti con la mia famiglia e persino col mio fratellino piccolo.
Ma una cosa mi caratterizza: ascolto musica metal.
Prima che mi additiate come eretico o qualcosa di simile, lasciate che vi illustri alcune mie opinioni: liberissimi di ignorarle ovviamente.
Su consiglio di un amico ho letto l’articolo che saggiamente avete pubblicato sotto la voce “Salute e Benessere” riguardante il genere musicale che ascolto ed, in tutta sincerità, sono rimasto leggermente allibito. “Leggermente” è da leggere in chiave ironica ovviamente.
Non parlo dello studio, che comunque reputo infondato, ma la cosa che più mi ha dato fastidio è il tono con cui il giornalista ha affrontato la notizia, senza parlare della pura disinformazione che ha trasmesso al pubblico, ma andiamo per gradi.
Anche se diciassettenne, studio giornalismo con la scuola quindi qualcosina ho imparato riguardo la stesura di un articolo giornalistico con la “G” maiuscola.
La prima lezione è stata “tenetevi quanto più possibile alla larga dalle emozioni mentre scrivete, altrimenti non sarete giornalisti”, e mai quanto ora capisco il senso di queste parole.
Esempio: virgolettare la parola “musica” riferita all’heavy metal è un chiaro segno di disdegno verso questo genere.
Ora mi chiedo, quali competenze ha questo giornalista per disdegnare un genere musicale, se non il proprio gusto personale?
Cito l’articolo:
Va da sé che suoni disarmonici non possano essere armonizzanti e, di conseguenza, agire anche sulla mente e l’equilibrio di chi li ascolta.
Mi chiedo: lei ha la più pallida idea di cosa significhi armonizzare? Credo di no.
L’armonia non è solamente DO-MI-SOL, non sono solo accordi in sequenza banale.
Armonia significa utilizzare quelle sette note in una moltitudine di modi diversi, e la musica metal è una di quei modi.
Documentarsi non è punibile per legge, e purtroppo la disinformazione nemmeno.
Una mia considerazione personale ora: la musica NON condiziona le persone, sono le persone stesse ad autocondizionarsi.
Mi spiego, ascolto progressive metal, jazz fusion e i classici del rock, ma di certo non vado in giro coi capelli lunghi fino alla schiena come il mio chitarrista preferito John Petrucci – pioniere del progressive metal nel gruppo Dream Theater –, oppure con la barba lunga a mo’ di pirata come Guthrie Govan.
Mi vesto in modo normale, non ho piercing né tatuaggi, né borchie, né una motocicletta, visto che le piacciono tanto gli stereotipi caro mio giornalista.
Questo per dire che io posso scegliere di essere un “metallaro” oppure non esserlo, ma questo perché i miei genitori (ed un buon corso di studi) mi hanno permesso di avere una mente critica, una idea del mondo che mi circonda e di conseguenza di quello che contiene, inclusa la musica.
Ergo, penso che se i genitori invece di stare attenti a cosa ascolta il ragazzo, dovrebbero far attenzione a cosa trasmettono al ragazzo.
Io ho ricevuto messaggi di scoperta, studio, speranza e vitalità: lei signor giornalista?
Riguardo ai cambiamenti di comportamento repentini, si è vagamente reso conto della fascia d’eta presa in considerazione?
Parliamo di ragazzi dai 13 ai 18 anni, cioè in piena adolescenza!
Ormoni a palla, cambiamenti corporali, cambiamenti comportamentali e sociali.
Secondo lei è la musica a scatenare l’ira di un ragazzo verso il bullo che lo tortura giornalmente, oppure è il brano Enter Sandman dei Metallica?
Se solo si fosse documentato un po’, leggendo testi degli artisti heavy metal più conosciuti, avrebbe capito che di solito si parla della guerra, delle morti innocenti, delle persone che davvero danno il massimo per costruire un mondo migliore.
Volevate dei giovani informati, eccoci.
Voglio concludere, lei probabilmente non ha tempo per stare a sentire un diciassettenne che ascolta metal.
Di certo la buona musica non è solo metal e derivate, ma discriminarle in un modo così blando e qualunquistico mi sembra quantomeno stupido per un giornalista vero?
Sa, noi in discoteca non ci andiamo, non abbiamo idea di quale sia l’ultima hit del momento visto che quella è buona musica da quanto leggo in giro.
Stay metal bro.



